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Sabato, 22 Novembre 2014 00:00

Iccat aumenta le quote tonno

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La Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi dell'Atlantico ICCAT riunitasi a Genova ha deciso di aumentare la quota di pesca del tonno rosso del Mediterraneo di circa il 20 % l'anno nei prossimi tre anni. 
La decisione, basata su  pareri e consulenze scientifiche, arriva dopo diversi anni di restrizioni alla pesca in seguito al collasso dello stock ed è salutata con soddisfazione dalla UE e dal nuovo Commissario europeo per l'ambiente, gli affari marittimi e la pesca  Karmenu Vella.
Per gli operatori italiani si passerà dalle attuali 1950 tonnellate alle oltre 2300 tonnellate nel 2015 e l'aumento complessivo da qui al 2017 sarà del 72% .
La domanda che viene spontanea è come verranno spartite le 350 tonnellate di aumento della prossima stagione tra le diverse tipologie di pesca?

L’Alleanza delle cooperative italiane al termine dell’assemblea dell’Iccat ha sottolineato -che non verranno modificati i coefficienti di ripartizione tra le singole parti contraenti.  
 
Questo significa che per noi, la pesca ricreativa, non accadrà niente di significativo.
Probabilmente avremo come al solito una quota molto ridotta che non sarà influenzata in modo sensibile da un eventuale lieve incremento, ammesso che questo ci venga concesso, che non potrà evitare la chiusura anticipata della stagione impedendo la pesca al tonno, catch & release a parte, nel periodo di maggiore domanda turistica.
 
Il problema manifesto del sistema di autorizzazione della pesca ricreativa del tonno e di attribuzione della quota al settore ricreativo resta la non corrispondenza tra i due aspetti.
L'autorizzazione per la pesca ricreativa del tonno infatti non corrisponde alla effettiva possibilità di sbarco ma permette di sbarcare solo se c'è quota disponibile.
Per permettere a tutti pescatori autorizzati di poter effettivamente pescare  almeno un tonno occorre che con l'autorizzazione venga assegnata  una quota individuale non trasferibile da utilizzare a piacere entro i limiti della stagione di pesca. La quota ricreativa complessiva dovrebbe essere quindi adeguata a garantire almeno uno sbarco a tutti i pescatori autorizzati.
Se da una parte la quota assegnataci negli ultimi anni non basterebbe a dare un pesce ad ogni pescatore autorizzato, dall'altra il carniere di un pesce al giorno premia solo chi pesca ad inizio stagione ed incentiva una corsa allo sbarco prima che la quota si esaurisca provocando la chiusura anticipata della stagione e lasciando quindi senza possibilità di sbarco chi, ad esempio, può andare a pesca in agosto. Se la quota non basta a dare un pesce a stagione a chi è autorizzato sembra ovvio che per una distribuzione equa si dovrebbe impedire che un pescatore ne sbarchi più di uno privandone altri pescatori.
La soluzione logica per l'assegnazione della quota ricreativa sarebbe così un semplice calcolo partendo dalle autorizzazioni emesse e considerando, diplomaticamente piuttosto che prudenzialmente, che tutti gli sbarchi siano di pesci di taglia corrispondente alla misura minima. 
Con i numeri attuali per fare questo ci sarebbe bisogno di destinate alla pesca ricreativa circa un terzo dell'aumento previsto a livello nazionale il che con la logica corrente è una vera enormità.  A noi invece non sembra affatto tale e insistiamo che per una corretta gestione economica della risorsa occorre che le decisioni sulla pesca ricreativa vengano sostenute da dati economici. 
 
La cosa che dobbiamo evitare a breve è di trovarsi a cantare vittoria se dovesse esserci accordato un lieve aumento di quota, del quale al contrario non ci sarà da farsi vanto come se si trattasse di un buon risultato perché il problema resterebbe intatto. Il peggiore scenario possibile non è che l'aumento della ICCAT non ci porti niente ma che ci si debba mobilitare per avere qualcosa e che si venga neutralizzati con una concessione non significativa che tecnicamente servirà solo a farci felicemente smobilitare.
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