Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy

FacebookTwitter
Giovedì, 20 Dicembre 2012 11:56

Riforma della PCP - Voto della Commissione Pesca di martedi 18 dicembre

Vota questo articolo
(0 Voti)

Quali i prossimi passi?

Ritieniamo fondamentale rendere quanto più accessibile al pubblico la nota sul voto di martedi pubblicata dal Segretario Generale della EAA, Mr Jan Kappel. APR è convinta dell'importanza,  per noi anglers, di essere informati e consapevoli del nostro ruolo nell'ambito delle politiche di gestione delle risorse della pesca. La Relazione del MEP Rodust votata  dalla Commissione pesca del Parlamento UE lo scorso 18 dicembre prende in carico, tra le altre cose, proprio questo punto.
 

Alla nota ufficiale in inglese segue una traduzione in italiano non ufficiale, speriamo così di chiarire ai più l'importanza cruciale per la pesca marittima di quanto è accaduto lo scorso 18 dicembre al Parlamento Europeo.
 

Common Fisheries Policy (CFP) reform - Tuesday's committee vote - what next?

by EAA on Wednesday, December 19, 2012 at 11:28pm

The Committee on Fisheries' vote Tuesday on MEP Ulrike Rodust's CFP reform report was ground-breaking in several ways.

For the first time since its inception three decades ago the CFP now is under co-decision. Previously, the CFP was a thing for the European Commission and the Council of Ministers alone, with the European Parliament watching from the side-line. Not anymore, and thanks for that. Yesterday's vote gives evidence, that empowering the parliament with regard to the CFP has merit.

The Parliament - compared with the Council - has proven more than once its willingness to go the extra mile to secure sustainable resource use and development. However, the Committee on Fisheries only rarely has been seen as or among the driving forces - until yesterday that was. Now the fisheries committee looks genuinely environmental responsive and responsible, as well as it seems to be less supportive towards short-term sectorial interests. Congratulations to the members of the Committee on Fisheries for that turn-around. May it long last.

A special thank you to MEP Ulrike Rodust and team for all the hard work they have put in to accomplish this fine result - and for listening carefully to us. Hopefully, the majority of MEPs at the plenary vote taking place in February or March will be as appreciative and vote in favour of the committee's final outcome.

Vote result at a glance: With a few exceptions almost everything good suggested by the European Commission last year was adopted or even strengthened by the European Parliament’s Committee on Fisheries. On top of that other good things were adopted, including a mention of recreational fisheries in the CFP for the first time.

Some important issues agreed upon:

  • A legal requirement to stop overfishing: By 2015 at the latest fisheries ministers must set sustainable quotas in order to rebuild fish stocks to healthy levels by 2020.
  • Long term management plans shall be established for every fishery through co-decision (which means: by the parliament and the Council of Ministers - not the Council alone).
  • A ban on discards - and an obligation to land and record all catches of harvested and regulated species; to be introduced gradually between 2014 and 2017 (some fish and crustaceans can still be put back to the sea if it is anticipated they (most of them) will survive).
  • NO, to transferable fishing concessions (tradable individual quotas has been proposed by the Commission). Each member state shall decide how to allocate fishing rights.
  • Member States shall introduce a network of marine protected areas - parts of these areas shall be no fishing zones (but no quantification was given concerning how large these areas should be).
  • The management regime that Ulrike Rodust had proposed for the Mediterranean Sea – a system of territorially based user rights for fishing (TURFs) – was NOT adopted.
  • Member states have to assess and report on their fleet capacity. Member states not reducing overcapacity will not get any money from the European Maritime and Fisheries Fund (problem: nobody knows today how to define "overcapacity").

Last but not least: For the very first time in the history of the CFP it is proposed to include explicitly among the CFP objectives, that the EU fisheries policy also shall take care positively about recreational fisheries. This is extremely important.

From now on fisheries and other marine interests will come under increased pressure by EU and Member States to achieve sustainable use of fish stocks, sea waters and marine space.

The reformed CFP is just one of many policies, conventions and legal instruments put in place to achieve sustainability. So far the marine interests have only seen or felt very little of what to come. Expectedly, we will see more tension and conflicts among and in between marine interests, and towards the legislators over the next decade. "Trade-offs" will be key.

As anglers we want to be part of the game and reckoned with - certainly not to end up as a stigmatized group, used as an escape goat or a whipping boy ('Prügelknabe') by other interests, managers and legislators if/when they cannot make ends meet.

The fisheries committee's proposed recreational fishing inclusion would make that kind of evil much less likely, or less frequent. Now we need the Parliament's plenary to agree its position (1st reading) in February or March - then focus will shift to the Council of Ministers.

Jan Kappel, Secretary General, EAA

 

Traduzione non ufficiale della nota pubblicata da Jan Kappel in data 19 dicembre 2012

Il voto di martedi della Commissione Pesca del Parlamento Europeo sul Report della Politica Comune della Pesca (PCP) del Relatore MEP  Ulrike Rodust è stato innovativo sotto diversi punti di vista.

Per la prima volta dalla sua nascita, trent'anni fa, la PCP è ora sottoposta a  procedura di co-decisione. In precedenza, la PCP era affare esclusivo della Commissione europea e del Consiglio dei Ministri,  con il Parlamento Europeo a guardare da fuori. Ora non più, e grazie per questo. Il voto di ieri  dà prova che, abilitare il parlamento UE per quanto riguarda la politica comune della pesca, paga.

Il Parlamento – se confrontato con il Consiglio [Consiglio dei Ministri della pesca degli stati membri - ndt] - ha dimostrato più di una volta la sua volontà di andare oltre per garantire l’uso sostenibile delle risorse e lo sviluppo. Tuttavia, la Commissione per la Pesca solo raramente è stata vista come,  o tra,  le forze motrici - fino a ciò che ieri è stato. Ora la Commissione per la Pesca sembra propriamente  sensibile e responsabile dell’ambiente, così come sembra essere meno favorevole nei confronti di interessi settoriali a breve termine. Complimenti ai membri della Commissione per la Pesca per questa svolta. Che possa durare.

Uno speciale ringraziamento al MEP  Ulrike Rodust e alla sua squadra per tutto il duro lavoro che hanno svolto per raggiungere questo bel risultato - e per averci ascoltato con attenzione. Speriamo che la maggioranza dei Deputati sia,  al voto in plenaria  nel mese di febbraio o marzo,  altrettanto riconoscente e voti a favore del risultato finale della Commissione Pesca.

Risultato a colpo d'occhio: con poche eccezioni, quasi tutto quello di buono suggerito dalla Commissione europea lo scorso anno è stato adottato o addirittura rafforzato dalla Commissione del Parlamento europeo per la pesca. In cima alle altre cose buone che sono state adottate,  la menzione della pesca ricreativa nella  PCP per la prima volta.

Alcune importanti questioni concordate:

• Un requisito legale per fermare la pesca eccessiva: Entro il 2015 al più tardi, i Ministri della pesca devono  impostare quote sostenibili, al fine di ricostituire gli stock ittici a livelli sani entro il 2020.
• Devono essere stabiliti piani di gestione a lungo termine per ogni attività di pesca attraverso il processo di co-decisione (che significa: dal Parlamento e dal Consiglio dei ministri - non dal  solo Consiglio).
• Il divieto di rigetti [divieto di scarto-ndt] - e l'obbligo di sbarcare e registrare tutte le catture di specie regolamentate pescate, da introdurre gradualmente tra il 2014 e il 2017 (alcuni pesci e crostacei possono ancora essere rimessi in mare, se prevedibilmente  (la maggior parte di loro) sopravviverà).
• NO alle Concessioni di Pesca Trasferibili (le quote individuali negoziabili che sono state proposte dalla Commissione). Ogni Stato membro deve decidere come allocare i diritti di pesca.
• Gli Stati membri istituiscono una rete di aree marine protette - parti di tali aree, sono inibite alla pesca (ma non  è stata fornita quantificazione riguardo a quali dimensioni tali aree dovrebbero avere).
• Il regime di gestione che Ulrike Rodust aveva proposto per il Mar Mediterraneo - un sistema di diritti per l'uso per la pesca a base territoriale  (TURF) - non è stata adottata.
• gli Stati membri devono valutare e riferire sulla capacità della loro flotta. Gli Stati membri che non ridurranno  la sovra-capacità non potranno attingere agli aiuti monetari dal Fondo Economico per gli affari marittimi e la pesca  [EMFF] (problema: oggi nessuno sa come definire "eccesso di capacità").

Ultimo ma non meno importante: per la prima volta nella storia della Politica Comune della Pesca, si propone di includere esplicitamente tra gli obiettivi della PCP che l'Unione Europea la Politica della pesca  provvedano positivamente in riferimento alla pesca ricreativa. Questo è estremamente importante.

D'ora in poi la pesca e gli  altri interessi marini subiranno un aumento di pressione da parte di UE e Stati membri per il raggiungimento dell'uso sostenibile degli stock ittici, delle acque del mare e dello spazio marino.

La PCP riformata è solo una delle molte politiche, convenzioni e  strumenti giuridici messi in atto per raggiungere la sostenibilità. Finora gli interessi marittimi hanno solo visto o sentito molto poco di ciò che verrà. Come previsto, vedremo più tensioni e conflitti tra gli interessi marittimi, e verso i legislatori nel prossimo decennio. "Scambio” sarà la parola chiave.

Come anglers vogliamo essere parte del gioco e fare i conti con esso - non certo per finire come un gruppo stigmatizzato, usati come capro   espiatorio da altri interessi, dirigenti e legislatori se, o quando,  non possono far quadrare il bilancio.

L’inserimento della pesca ricreativa proposto dalla Commissione per la pesca renderebbe questo tipo di accadimenti negativi, molto meno probabili, e meno frequenti. Ora abbiamo bisogno della Plenaria del Parlamento europeo per adottare la risoluzione finale a febbraio o marzo - e poi l’attenzione si sposterà al Consiglio dei Ministri
.

Jan Kappel - Segretario Generale EAA

Letto 4097 volte

Puoi sostenere il lavoro di APR
con una donazione

Sostengono APR

Poster UE
Pesci del Mediterraneo
Clicca sulle immagini per scaricare i pdf

-

Glossario scientifico GFCM in inglese