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Mercoledì, 11 Dicembre 2013 00:00

Interrogazione parlamentare su mini idroelettrico

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Mini idroelettrico ed impatto su pesca e turismo.
Ottima interrogazione parlamentare di Federico D'Inca' di M5S per la quale si attende la risposta scritta del Ministero dell'Ambiente.

In data 4 dicembre è stata presentata alla Camera una interrogazione sulla proliferazione degli impianti idroelettrici di potenza inferiore ad 1 megawatt che stanno distruggendo larga parte dei torrenti della penisola con gravissime conseguenze ambientali.
Anche per la pesca il fenomeno produce un diffuso grave degrado modificando drasticamente le condizioni ambientali per gli stock ittici naturali, assestando un colpo spesso definitivo e mortale a contesti già minacciati da altri impatti antropici.
Ecco il testo della Interrogazione:


 
 
 
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02819
presentato da
D'INCÀ Federico
testo di Mercoledì 4 dicembre 2013, seduta n. 131
 
 

D'INCÀ, L'ABBATE, COZZOLINO, BASILIO, ALBERTI, LOREFICE, TERZONI, DE LORENZIS, ZOLEZZI, BUSINAROLO, PARENTELA, TOFALO, BRUGNEROTTO, DE ROSA, DA VILLA, SPESSOTTO,BENEDETTI e FRUSONE

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere

– premesso che:

attualmente in Italia e soprattutto lungo tutto l'arco alpino, gli impianti mini idroelettrici – centrali idroelettriche di potenza inferiore ad 1 megawatt – rappresentano circa l'85 per cento del numero degli impianti esistenti e solo il 5 per cento della potenza istallata;

il bacino del Piave è il più sfruttato d'Europa con circa il 90 per cento dell'acqua utilizzata per uso idroelettrico e irriguo;

tale utilizzo comporta già una drastica riduzione della portata idrica a causa dei molti impianti posti «in serie» lungo il corso del fiume e dei suoi affluenti;

tale sconsiderato sfruttamento ha già modificato drasticamente l’habitat naturale causando un incontestabile impoverimento della qualità ecosistemica e paesaggistica dei corpi idrici interessati;

la compromissione degli ecosistemi, con un paesaggio banalizzato e deturpato dei corsi d'acqua, si ripercuoterà sulle attività economiche locali quali la pesca e il turismo;

oltre 100 nuovi impianti mini idroelettrici sono in autorizzazione nella sola provincia di Belluno;

la provincia di Belluno contiene la maggior parte dei siti Unesco delle Dolomiti e i detti impianti verranno realizzati nelle valli di accesso a questi siti;

il territorio della provincia di Belluno ricade per oltre il 50 per cento nelle rete delle zone Natura 2000 per la protezione della biodiversità e oltre la metà degli impianti progettati interessa queste zone che sono siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale;

quanto descritto provocherà la distruzione degli ultimi corsi d'acqua – o loro tratti – che godono ancora di elevata naturalità senza produrre alcun vantaggio significativo dal punto di vista energetico;

la regione Veneto non ha ancora recepito adeguatamente quanto previsto dalla direttiva europea 60/2000 e la procedura autorizzativa allo stato non tiene adeguatamente conto degli obiettivi di «non peggioramento dello stato qualitativo dei corpi idrici» previsti della direttiva stessa;

i vantaggiosi incentivi statali generano adesso il proliferare del «mini idro» – centrali idroelettriche di potenza inferiore ad 1 megawatt;

i contributi statali, che apparirebbero sovradimensionati, generano ad avviso degli interroganti speculazioni, in sede di concessioni, da parte delle compagnie operanti;

a parità di condizioni, le tecnologie come il fotovoltaico, soprattutto se inserito sulle coperture degli edifici e in autoconsumo, producono energia esente da speculazioni con un impatto ambientale notevolmente minore, generando un vantaggio economico diffuso e a livello locale –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto;

se e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere al fine di limitare l'industrializzazione dei corsi d'acqua, e di salvaguardare uno degli ambienti paesaggistici più belli d'Italia;

se ritenga ancora utile e conveniente la tecnologia dell'idroelettrico con impianti inferiori ad 1 megawatt;

se ritenga opportuno assumere iniziative per rivedere il sistema degli incentivi per il «mini-idro» al fine di scoraggiare il proliferare indiscriminato di domande che correrebbero il rischio di essere inoltrate a prezzi più speculativi;

se ritenga opportuno investire sul risparmio di energia piuttosto che sulla produzione, così come auspicato dall'Unione europea;

se ritenga di assumere iniziative, attesa la maggiore efficienza delle moderne centrali idroelettriche, per incentivare la modernizzazione di ciò che già esiste piuttosto che costruire nuove centrali;

se non intenda promuovere una immediata moratoria su tutte le concessioni (in atto e in divenire), allo scopo dichiarato di riverificarne la compatibilità con le più recenti normative e indicazioni europee. (4-02819)


L'Interrogazione sul sito della Camera

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