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Lunedì, 30 Gennaio 2012 14:18

Il luccio del Sud Europa (Esox Flaviae)

Oltre 10 anni di studio sul  DNA del Luccio hanno portato un gruppo di ricercatori italiani  a poter affermare con certezza l'esistenza di due  entità indipendenti  in continua evoluzione. Tali differenze non sono semplicemente dovute a distanze geografiche,  i dati raccolti rivelano  infatti che i campioni europei del nord sono  più simili ai campioni canadesi e cinesi rispetto a quelli dell'Europa meridionale. Così, dato che le differenze tra i due gruppi di luccio europeo  sono significativi a livello di fenotipo, genotipo e geografico i ricercatori coinvolti propongono l'individuazione di due specie luccio: il già noto Luccio ( Esox lucius ) e il Luccio del Sud ( E. Flaviae n.sp.). La corretta identificazione di queste due linee come specie indipendenti dovrebbe dar luogo ad un divieto di introduzione di lucci nord nel sud Europa per la pesca sportiva, a causa di potenziali problemi di ibridazione.

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Roma, 27 gennaio - Le organizzazioni di pesca professionale, il mondo scientifico e la federazione dei produttori/importatori di articoli da pesca accolgono l'invito di APR per parlare, insieme, di pesca ricreativa.

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Martedì, 20 Dicembre 2011 18:55

Specie Aliene Invasive

Al via una Direttiva per la fine del 2012

Dopo il lavoro svolto dai gruppi di esperti della Commissione Europea sulle Specie Aliene Invasive (IAS) e la pubblicazione, nel 2008,  di una comunicazione della Commissione che presentava le opzioni politiche per una futura azione della UE verso le specie invasive, la Commissione sta ora lavorando verso un nuovo strumento legislativo.

Questo sembra assumere la forma di una Direttiva e la Commissione si propone di vederla adottata prima della fine del 2012.

La direttiva investirà diversi campi includendo la prevenzione, allerta precoce e risposta rapida; controllo e gestione così come comunicazione, sensibilizzazione, finanziamenti e responsabilità.
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Sabato, 17 Dicembre 2011 13:12

Attuazione delle Direttive UE - Nuovo Studio

Comprendere l'integrazione della politica di sostenibilità nella UE.

Dicembre 2011 - Una nuova ricerca ha investigato sul livello di successo nell'attuazione di due direttive UE secondo i principi di sostenibilità. 

Cosa significa questo in parole semplici? Una corretta attuazione deve tener conto, in modo equilibrato, di alcuni fattori, come la tempistica, i casi, le parti in causa, lo spazio. Questi fattori non devono essere contraddittori nell'ambito del quadro normativo e la normativa nel suo complesso deve essere coerente ed in armonia con quanto previsto dalla direttiva, non sbilanciata verso un particolare problema o verso gli interessi di particolari soggetti.
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In occasione della sessione del Consiglio Ambiente - Lussemburgo, 21 giugno 2011, la delegazione francese ha presentato una nota con la quale chiede alla Commissione la creazione di un piano di gestione delle popolazioni di cormorani, dato il numero elevato di cormorani di grosse dimensioni che danneggiano gli stabilimenti di pescicoltura.
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Mercoledì, 02 Novembre 2011 20:37

Damanaki a Grimond Room

Il Commissario Maria Damanaki spiega, al Parlamento Inglese, la riforma della Politica Comune della Pesca e risponde ad alcune domande.

27 ottobre 2011 - Grimond Room
Riunione iniziata alle 10.57 e terminata alle 12.27
Riforma della Politica Comune della Pesca
Maria Damanaki, Commissario, Direzione Generale Affari marittimi e pesca, Commissione Europea

 

 

Il Commissario Damanaki è stato ascoltato dalla commissione per l'ambiente,l'alimentazione e gli affari rurali del Parlamento britannico sulle proposte della Commissione per una riforma della politicacomune della pesca dell'UE.
Le domande dei membri del Parlamento  hanno riguardato una vasta gamma di aspetti: la proposta della Commissione per l'introduzione graduale del divieto  di rigetto, i modi di ridurre la sovra capacità della flotta UE, l'introduzione di un sistema di concessioni di pesca trasferibili e la fine dei sussidi per la dismissione, il ruolo dei Consigli Consultivi Regionali  (RACs) e delle organizzazioni dei produttori, i nuovi accordi di pesca sostenibile con i paesi terzi.

 

E' stato affrontato inoltre l'impatto sociale della riforma proposta e il  Commissario Damanaki ha descritto come si intende finanziare il settore della pesca ed in particolare di quello di piccola scala ,  nella transizione verso una pesca sostenibile.


Vai alla registrazione video del meeting.

Leggi alla fonte.

Pubblicato in Newsflash

Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla politica comune della pesca. Luglio 2011

Pubblicato in Documenti Unione Europea

La Commissione Ambiente della  UE pubblica in data 14/10/2011 il documento di lavoro sul "Rapporto tra la valutazione iniziale delle acque marine e i criteri per il buono stato ambientale" redatto a sostegno all'attuazione della direttiva quadro sulla strategia marina. 

Lo scorso 1 settembre 2010 la Commissione aveva definito i  "Criteri per il raggiungimento del buono stato Ecologico", come riportato sul Comunicato Stampa allora emanato di cui riportiamo più sotto qualche stralcio.

Insieme questi due documenti forniscono una migliore comprensione della Direttiva consentendo così agli Stati membri dell'Unione di adottare le misure necessarie per conseguire un buono stato dell'ambiente marino entro il 2020.


Comunicato Stampa, Bruxells 01 settembre 2010 (IP/10/1084)
Mari europei: la Commissione definisce i criteri per raggiungere il buono stato ecologico

La Commissione europea ha adottato oggi una decisione che definisce i criteri necessari per raggiungere il buono stato ecologico dei mari europei. Grazie a questi criteri, gli Stati membri potranno mettere a punto strategie coordinate per la protezione dell'ambiente marino all'interno di ciascuna regione marina, in modo da garantire la coerenza delle azioni e la comparabilità dei progressi ottenuti nelle varie regioni. La definizione dei criteri è richiesta dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, finalizzata a raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine dell'UE entro il 2020.

Janez Potocnik, commissario europeo per l'ambiente, ha dichiarato in proposito:

"Vogliamo che i nostri mari siano produttivi e in buono stato di salute. La decisione odierna è il primo passo verso la definizione di obiettivi precisi per il raggiungimento del buono stato ecologico. L'adozione della decisione sui criteri per il buono stato ecologico durante l'Anno internazionale della biodiversità è un ulteriore passo avanti nello sviluppo della strategia UE a favore della biodiversità dopo il 2010.".

[...]

L'obiettivo del 2020 per il buono stato ecologico

Con "buono stato ecologico" si intende che lo stato ambientale complessivo delle acque marine è tale da consentire l'esistenza di oceani e mari dinamici e diversificati dal punto di vista ecologico, in buono stato di salute e produttivi. Lo sfruttamento dell'ambiente marino deve essere contenuto entro livelli sostenibili per salvaguardare il potenziale di utilizzi e attività della generazione attuale e di quelle future. Questo significa che occorre tenere pienamente conto della struttura, delle funzioni e dei processi degli ecosistemi marini, proteggere le specie e gli habitat marini ed evitare il declino della biodiversità causato dall'uomo.

Per raggiungere l'obiettivo fissato dall'UE di raggiungere il buono stato ecologico di tutte le acque marine entro il 2020, gli Stati membri devono mettere a punto strategie che si traducano in piani d'azione per applicare un approccio ecosistemico alla gestione delle attività umane. Il buono stato ecologico deve essere stabilito a livello delle regioni o sottoregioni marine sulla base degli 11 descrittori qualitativi dell'ambiente marino specificati nella direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino. La cooperazione regionale è essenziale in tutte le fasi di attuazione della direttiva.

 

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Venerdì, 30 Settembre 2011 19:02

Illegalità - Reti da Posta derivanti

La Commissione europea invita l'Italia ad adottare le misure necessarie per ottemperare ad una decisone della Corte di giustizia dell' ottobre 2009 per aver continuamente utilizzato illegalmente in Italia reti da posta derivanti. La Corte ha constatato che l'Italia aveva omesso di effettuare gli adeguati controlli e necessari a  far rispettare il divieto comunitario sull'uso di reti da posta derivanti.
La Commissaria Damanaki ha dichiarato: "La salvaguardia degli stock ittici e l'eliminazione delle pratiche dipesca illegale sono le priorità fondamentali per l'UE e sono profondamente dispiaciuta di assistere da lungo tempo in Italia ad una violazione del divieto di utilizzo di reti da posta derivanti. La pesca con attrezzi illegali quali reti da posta derivanti è altamente distruttiva, rovina gli habitat marini, mette in pericolo la fauna ittica e la pesca sostenibile. Le pratiche di pesca illegale minacciano il reddito dei pescatori onesti e le comunità costiere - e il futuro di tutta la pesca.  Pertanto, nell'interesse di tutti, l'attuazione e l'applicazione delle regole sono il cuore della nostra politica. "
Nonostante i continui richiami all'Italia agli obblighi di monitoraggio e di applicazione per quanto riguarda le reti da posta derivanti illegali, le recenti ispezioni in loco non hanno mostrato alcun miglioramento significativo rispetto alla situazione precedente alla sentenza della Corte. I controlli della Commissione indicano che tali reti vengono ancora utilizzate illegalmente in Italia in gran numero, e che le azioni adottate dalle autorità nazionali non sono né sufficienti, né abbastanza efficaci per scoraggiarne l'uso.
Se non verranno intraprese azioni soddisfacenti entro due mesi dal ricevimento della lettera della Commissione, la Commissione può sottoporre il caso alla Corte di giustizia, questa volta chiedendo alla Corte di infliggere significative sanzioni pecuniarie all' Italia in conformità con le
norme del Trattato.

Fonte: http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/damanaki/headlines/press-releases/2011/09/20110929_en.htm

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Lunedì, 24 Ottobre 2011 17:06

Salviamo l'Isonzo!

UNA RACCOLTA DI FIRME PER SALVARE IL FIUME ISONZO

Con la nuova legge sul Piano energetico (sloveno) è partita la proposta, con l'art. 565, di abolire lo status del fiume Isonzo come di inestimabile valore naturalistico (legge del 1976). La proposta prevede l'abolizione del regime di tutela, decretato dalla legge sulla tutela dell'Isonzo e affluenti (alto Isonzo) (doc. ufficiale SRS n.7/76)e dalla legge sulla conservazione dei beni naturali (doc. ufficiale RS n.56/99, 31/00, 119/02, 22/03, 41/04, 96/04 – UPB).  Questo permetterà la costruzione di nuove dighe dove oggi non è permesso.

Aggiornamento del 25 ottobre 2011
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