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Domenica, 06 Marzo 2011 08:27

Divieto di rigetto (discard)

Il Commissario Damanaki propone l’introduzione graduale del divieto di rigetto (discard)

Martedi, 1 marzo 2011 15:20

Il commissario europeo responsabile degli Affari marittimi e della pesca, Maria Damanaki , ha organizzato un incontro  di 'alto livello' sul divieto dei rigetti in mare, nel contesto della riforma della politica comune della pesca (PCP).

Ha invitato i membri del Parlamento europeo, i ministri della pesca dell'UE e la Corte dei conti per una discussione politica informale che andrà ad alimentare il dibattito formale sulla riforma della PCP a cui la Commissione Europea sta lavorando.
Maria Damanaki ha detto: "La questione dello scarto (discard)  è  una sfida chiave nella gestione della pesca. Nel 2004, la FAO ha stimato che 7,3 milioni di tonnellate, cioè l'8% del totale delle catture di pesce sono state scartate. Alcuni di voi potrebbero pensare che questo dato non è così impressionante. Permettetemi di fornire alcuni dati, relativi alla pesca europea, che dimostrano che stiamo facendo molto peggio rispetto alla media mondiale: nella pesca del pesce bianco fino  metà del pescato viene rigettato in mare e nella pesca di pesci piatti lo scarto sale fino a circa il 70% delle catture.

"Sicuramente sarete d'accordo con me che queste cifre sono allarmanti. Devo mettere bene in chiaro: io considero i rigetti in mare non dal punto di vista etico, ma come uno spreco di risorse naturali e uno spreco di energie per i pescatori. Vorrei andare oltre. Oltre le nostre convinzioni o principi,  queste cifre non sono più giustificabili dal momento che i nostri stock sono in declino

"Se continuiamo con la nostra politica, ci confronteremo presto con  una situazione in cui la capacità produttiva degli ecosistemi marini sarà fortemente a rischio.

"Se continuiamo con la nostra politica, lo scarto eroderà la base economica dei nostri pescatori e le risorse delle nostre regioni costiere saranno erose. Saranno i pescatori e le loro famiglie a pagarne  il conto. Se continuiamo la nostra politica, i consumatori si allontaneranno dai pesci, perché, prima o poi, riceveranno una immagine negativa di spreco delle nostre risorse naturali.

"Dobbiamo evitare questo in tutti i modi. Fino ad ora  abbiamo cercato di affrontare i rigetti in mare con le misure tecniche. Ma dobbiamo essere onesti, se continuiamo in questo modo è come curare una malattia grave con l'aspirina. Dobbiamo riconoscere che la nostra politica a volte dà incentivo ai rigetti. Sono quindi convinta che dobbiamo iniziare a pensare fuori dagli schemi.

"Per affrontare efficacemente i rigetti abbiamo bisogno di cercare nuovi sistemi  per andare avanti. Sto considerando di proporre un divieto di rigetto nel quadro delle proposte di riforma della PCP. E mentre dico questa parola - divieto di rigetto - a voce alta, sono consapevole che alcuni di voi non vogliono sentir parlare di tale divieto, mentre altri già supportano questa idea. Voglio farvi notare che se non affrontiamo questo problema adesso, tornerà a perseguitarci. Sarebbe un vero peccato perdere questa opportunità  della prossima riforma della PCP per trovare una nuova strada per il futuro.

"Abbiamo cercato di mettere questa nuova via di progresso in un breve documento, che tutti voi avete ricevuto,  con una serie di idee su come implementare in modo efficace il divieto di rigetto.

"Lasciatemi rapidamente delineare le idee di base. La mia idea è quella di avere un approccio graduale. Per esempio possiamo iniziare con la pesca pelagica, e quindi coprire un paio di importanti attività di pesca mista  dopo una breve fase di "rodaggio". L'elenco delle specie oggetto di un divieto di rigetto potrebbe poi essere ampliato anno in anno.

"La domanda si riferisce quindi a quale sistema di gestione di scegliere, al fine di gestire gli stock ittici. Una possibilità sarebbe quella di gestire solo le nostre attività di pesca mista con un sistema di sforzo. L'idea è quella di preservare la stabilità relativa, traducendo la stabilità relativa in quote  in una stabilità relativa  dello sforzo di pesca mista. Tale sistema di gestione è relativamente semplice, tutte le catture dovrebbero essere sbarcate. Il controllo è  facile così come  il tempo trascorso in mare può essere facilmente controllato dal sistema di controllo satellitare.

"Un'altra possibilità è il sistema delle quote di cattura con contingenti di catture accessorie. Tutte le catture dovrebbero essere imputate alle quote e in seguito  contro il contingenti di catture accessorie. In un tale sistema è  necessario che gli Stati membri assegnino le quote in linea con le catture reali possibili delle loro navi. Un sistema di quote  avrebbe bisogno di garanzie di funzionamento perché è più complicato.

"Qualunque sia il sistema scelto, alla fine, sia che si tratti di gestione dello sforzo o del sistema di quote di cattura, un divieto di rigetto è una esigenza di coerenza in tutte le norme della PCP. Abbiamo bisogno di coerenza nelle misure di mercato. Anche i pilastri di controllo della PCP, saranno molto importanti. Avremo bisogno di CCTV o di osservatori a bordo dei pescherecci al di sopra di una certa lunghezza.

"Lo dobbiamo  al  settore della industria della pesca di fare qualcosa per gli scarti. In realtà la stessa industria ha già capito, come dimostrano i provvedimenti già presi in riferimento alla progettazione di attrezzi più selettivi. Ci sono molti buoni esempi come il progetto del 50% nel Regno Unito, il progetto degli scampi nel  Golfo di Guascogna così come i progetti in Svezia e Danimarca. Il divieto di rigetto potrebbe ulteriormente incentivare queste iniziative molto buone.

"Abbiamo bisogno di discutere un divieto di rigetto come parte della riforma della PCP. La nuova PCP deve diventare una politica che ha la sostenibilità scritta su di essa. Se non la si fa finita con gli scarti allora non merita di essere considerata ‘sostenibile’.

Ma non facciamo errori,  sono  consapevole della complessità di questa sfida. Per questo mi piacerebbe avere una discussione aperta con voi su tutti questi elementi in modo che possiamo identificare un modo costruttivo per il futuro. Se riusciamo a trovare qualche soluzione qui, allora dobbiamo aprire una consultazione più ampia che coinvolga tutti gli Stati membri, i soggetti interessati ei cittadini " ha concluso la Signora  Damanaki.

http://www.fishnewseu.com/latest-news/world/5340-damanaki-proposes-gradual-phasing-in-of-a-discard-ban.html

Versione scaricabile qui
Pubblicato in Newsflash
Domenica, 06 Marzo 2011 08:19

In Italia a parlare di Squali

In Italia, a parlare di squali!

Denis Kelly, Segretario del SSACN 'The Scottish Sea Angling Conservation Network' è stato in visita alla prestigiosa Scuola Lingue Estere dell'Esercito, a Perugia,  per parlare di conservazione delle risorse marine, del tagging agli squali e della tremenda pratica dello shark finning, la asportazione delle pinne di squalo.
Il primo giorno Denis ha avuto un incontro con il Generale di Brigata De Lutzio che ha detto che base dell'invito non è solo la materia trattata nei colloqui, ma il linguaggio in essi contenuto, nonché il messaggio di  conservazione, sostenibilità e responsabilità di ogni individuo nella presa di coscienza che il nostro ambiente marino è in declino a causa del sovrasfruttamento delle sue risorse.

Questo tipo di evento non è stata solo una prima assoluta per SSACN e SSTP, ma anche una prima per la stessa scuola, è infatti la prima volta che alla scuola una conferenza viene tenuta da personale non militare

La passione degli studenti per la lingua inglese e il loro interesse per la materia, ha generato molte domande relative alla tecnologia utilizzata nel tagging, agli eventuali aiuti del governo scozzese, alla gestione del SSACN.

Tali domande hanno  permesso a Denis di evidenziare il livello di impegno e il contributo dei volontari SSACN, dei Soci e di tutti i pescatori che vi partecipano, nonché l'appoggio ricevuto dai vari media e il sostegno trasversale ricevuto nel Parlamento scozzese .

Durante la discussione sulla aberrante pratica di asportazione delle pinne, è stato chiesto se è vero che la zuppa di pinne di squalo è un afrodisiaco - Denis  ha informato che esiste un farmaco da banco, molto più economico e  molto più efficace - sciogliendo così la tensione per la nuova esperienzatra le risate generali.
Per concludere la giornata, Denis ha cenato con il Generale di Brigata De Lutzio ed il tenente colonnello Luppa, un onore concesso normalmente solo a personale permanente.


http://www.ssacn.org/talking-sharks-in-italy

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Martedì, 08 Marzo 2011 20:40

"Secret" - Nubi sulla Pesca Ricreativa

Attraverso un comunicato stampa EAA - EFTTA il mondo della pesca ricreativa europea ha chiesto alla Commissione Europea di non accogliere nel testo del Regolamento di attuazione del Controllo della Pesca  le modifiche rispetto alla precedente versione dell’aprile 2010.

La Commissione, chiamata oggi 8 Marzo 2011 a votare tale testo, lo ha adottato senza considerare quanto richiesto.

Motivo dell’adozione di tale versione è quello di  garantire agli Stati membri autonomia di pianificazione. Un obbligo di rilevazione dei pesci rilasciati vivi avrebbe imposto oneri amministrativi agli  Stati membri anche se questi non lo avessero ritenuto necessario o desiderabile.

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By adopting this Charter, the Bern Convention formally recognizes and promotes sustainable recreational fishing as a legitimate use of fish resources and as an important tool in biodiversity conservation.

Con l’adozione di questa Carta, la Convenzione di Berna riconosce formalmente e promuove la pesca ricreativa sostenibile come un uso legittimo delle risorse ittiche e come un importante strumento per la conservazione della biodiversità.

E’ finalmente disponibile in rete la versione finale del European Charter On Recreational Fishing and Biodiversity

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Mercoledì, 02 Febbraio 2011 13:06

Assemblea CCR Med - Rimini 21/02/2011

Il 21 febbraio a Rimini si è tenuta l’assemblea generale del CCR Med il consiglio consultivo regionale del mediterraneo (RAC Med).

E’ stato presentato il nuovo regolamento per l’accettazione dei nuovi membri, con interventi di chiarimento da parte della Commissione UE, fino ad oggi sempre presente alle sedute del CCR Med. Viene auspicato e previsto un progressivo aumento di membri che garantirà anche una maggiore disponibilità di risorse. La partecipazione come membri è sottoposta al riconoscimento da parte delle autorità nazionali del richiedente ma non sono poste soglie di rappresentatività e quindi viene promossa l'adesione anche di organizzazioni di piccole dimensioni.

Vai ai documenti

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Lunedì, 14 Febbraio 2011 22:29

APR Membro della European Anglers Alliance

APR membro della European Anglers Alliance

Berlino 25 gennaio 2011.
La European Anglers Alliance, dopo diversi mesi di collaborazione, ha formalizzato l'ingresso come membro associato italiano della Alleanza Pescatori Ricreativi.

E’ un traguardo importante che porta i pescatori ricreativi italiani in Europa permettendo così  ai pescatori associati ad APR di essere formalmente rappresentati a Brusselles. Sul versante italiano questo significa per  APR  lavorare con il supporto di 3 milioni di pescatori europei alle spalle. 

La European Anglers Alliance è la organizzazione delle associazioni europee della pesca ricreativa in rappresentanza di 15 paesi.
La EAA è attiva dal 1994 ed operante preso le sedi comunitarie con personale professionale.
APR sarà presto presente sul sito EAA
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Lunedì, 14 Febbraio 2011 21:55

Implementazione rete Natura 2000

Implementazione di rete Natura 2000: esperienza olandese e italiana a confronto.


E' stato condotto uno studio sull'attuazione di rete Natura 2000 nei Paesi Bassi e in Italia. Da questa analisi, sono derivate raccomandazioni per aiutare gli altri Stati membri dell'UE ad implementare e gestire la rete, raccomandazioni che garantiscono agli enti locali  migliore informazione e comprensione di Natura 2000 e  migliore informazione su come bilanciare le esigenze ecologiche, sociali ed economiche.

 

L'obiettivo della rete Natura 2000 è quello di proteggere gli habitat e le specie minacciate, ma spetta ai singoli Stati membri dell'Unione europea ad implementare la legislazione nazionale e i metodi utilizzati per raggiungere tale obiettivo. Questo studio mette a confronto le esperienze di Paesi Bassi ed Italia con il recepimento e l'attuazione della direttiva Habitat, e con la designazione e la gestione dei siti Natura 2000, al fine di meglio comprendere i problemi che gli Stati membri devono affrontare durante tali processi. 
Nei Paesi Bassi, la conservazione della natura è stata ben approcciata già prima di Natura 2000 e ha raccolto obiezioni di alcune delle parti interessate, ad esempio per le questioni economiche dei proprietari terrieri.
Questa situazione contrasta con l'Italia, dove, fino al 1980, il concetto di conservazione era incentrato su valori culturali o estetici, piuttosto che su questioni ecologiche. 
Nonostante le differenze tra i due paesi  nel livello di sviluppo della gestione legata alla conservazione , Italia e Paesi Bassi riscontrato problemi simili per l' attuazione di Natura 2000. 
Adattare la legislazione esistente in alcuni casi ha causato difficoltà di interpretazione giuridica e discrepanze tra la legislazione comunitaria e nazionale. 
Gli autori suggeriscono che la formazione potrebbe aiutare le autorità locali e regionali a meglio integrare le esigenze di conservazione della natura con le esigenze di sviluppo sociale ed economico. U
na migliore comprensione dell'importanza delle sfide per l'attuazione della rete Natura 2000 per le competenti autorità nazionali e locali, potrebbe trasformare molti degli ostacoli  incontrati nel processo di attuazione in opportunità. 
1.
Vedi: http://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/habitatsdirective/index_en.htm 
2. Vedi: http://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/birdsdirective/index_en.htm 
Fonte: F. Ferranti, Beunen, R. & Speranza, M. (2010). Rete Natura 2000: un confronto delle esperienze di implementazione italiano e olandese. Journal of Environmental Policy & Planning. 12: 293-314.

Pubblicato in Newsflash
Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa circolato in data  08 febbraio 2011 da EFTTA, l'Associazione europea dei produttori e distributori delle attrezzature da pesca, in riferimento al recente decreto del MIPAAF che istituisce Comunicazione obbligatoria per la pesca riceativa in mare.
Riteniamo pienamente condivisibili le posizioni espresse da EFTTA nel suo comunicato, e auspichiamo che le stesse posizioni vengano con forza sostenute sul proprio territorio dai produttori e distributori italiani.
Siamo onorati di essere stati citati come fonte di informazione e riferimento italiano per i destinatari di tale comunicato, così come evidenziato nei link web a fondo comunicato.
Pubblicato in News

L'attenzione che a livello europeo viene riservata alla questione delle specie aliene invasive si evidenzia nella presenza di tale argomento come priorità  nella agenda delle istituzioni sovranazionali e nelle Convenzioni.

Pubblicato in News

REGOLAMENTO (CE) N. 1224/2009 DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2009

che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca

Pubblicato in Documenti Unione Europea

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