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Martedì, 21 Luglio 2015 11:37

Stato degli stock ittici 2015

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Il 15 luglio scorso si è svolto a Bruxelles il Seminario CE "Stato degli stock ittici ed Economia delle imprese di pesca"- 2015
Il Seminario è stato aperto dal Commissario europeo per gli Affari Marittimi Karmenu Vella e moderato da Lowri Evans,  Direttore Generale uscente della DG Mare.
Nel corso del seminario sono stati presentati i dati più recenti sullo stato degli stock dei diversi mari europei, tra i quali quelli relativi al Mediterraneo.

Tali dati descrivono uno scenario davvero desolante. Nel Mediterraneo,  le politiche di riduzione dello sforzo di pesca fin qui adottate hanno fallito di raggiungere gli obiettivi prefissati, tanto da consigliare per il periodo 2018/2020 una ulteriore riduzione dello sforzo tra il 50 e il 60%
Gli stock ittici del Mediterraneo hanno ancora un forte potenziale di recupero, ma la riduzione dello sforzo di pesca è improcrastinabile.
 
I problemi rilevati dalla presentazione riguardano cinque gruppi di specie che sono quelli di maggiore interesse commerciale: crostacei, molluschi, pesci demersali (quelli di fondo, pescati principalmente a strascico), elasmobranchi demersali (razze e squali di fondale)  e piccoli pelagici. 
 
Le conclusioni e le raccomandazioni tecniche dei ricercatori sollevano alcuni interrogativi  sulle scelte di gestione fatte fino ad oggi, ai quali dovranno essere date opportune risposte. Quali misure dovranno essere adottate e cosa non ha funzionato in quelle già adottate e nelle norme specifiche come il Regolamento Mediterraneo?
 
Problemi ed interrogativi che troviamo commentati nel rapporto sul Seminario pubblicato sul sito del MEDAC (Consiglio Consultivo del Mediterraneo) a firma del  Presidente del MEDAC Giampaolo Buonfiglio che sottolinea come  "la cosa più incredibile è che la riduzione dello sforzo di pesca finora attuata con la significativa riduzione della flotta, il contenimento dell’attività (con arresti temporanei e piani di gestione), le misure tecniche del Regolamento Mediterraneo, nulla sembra aver prodotto effetti positivi sugli stock!"
 
A noi in effetti che le politiche di gestione attuate fino ad oggi nel Mediterraneo non abbiano prodotto effetti positivi sugli stock stupisce davvero poco, pertanto abbiamo ritenuto indispensabile inviare il nostro (APR – EAA Italia) punto di vista che qui pubblichiamo.
Hanno fatto seguito al nostro intervento le dichiarazioni di supporto a quanto da noi inviato di alcune delle altre associazioni di pesca sportiva e ricreativa presenti nel MEDAC: l’italiana FIPSAS e le internazionali CIPS IFSUA.
 
 
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