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Martedì, 11 Novembre 2014 00:00

Reti derivanti – Il silenzio assordante delle ONG ambientaliste.

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Recentemente le ONG ambientaliste sono andate a trovare il Ministro Martina per perorare la causa della sostenibilità della pesca nel semestre di Presidenza Europea: "L’Italia si impegni di più sulla sostenibilità"

 

Chiedono al Ministro di ‘non allargarsi troppo’ nel richiedere aumenti di quote di tonno rosso e di pesce spada, ma di limitarsi al rispetto delle prescrizioni scientifiche.

Chiedono, giustamente, di combattere contro lo strascico profondo, che provoca danni immensi.

 

Tacciono Greenpeace, Legambiente, Marevivo e Deep Sea Conservation Coalition, sulle reti derivanti, sulle Ferrettare, la cui proposta di divieto da parte della Commissione Europea è in discussione proprio ora al parlamento europeo. (ne fa menzione solo MedReAct)

Tacciono per paura che il divieto abbia ripercussioni sulla piccola pesca artigianale, quella effettuata con imbarcazioni di lunghezza fuori tutto minore o uguale a 12 metri? Tacciono perché la considerano una sciocchezza?

Ma come, non erano proprio loro, le grandi ONG ambientaliste, in prima fila nella battaglia contro le spadare prima e contro l’uso illegale delle ferrettare poi? E ora che fanno, quando si prospetta la possibilità di vietarle totalmente, tacciono?

Dicono che le piccole ferrettare sono nella maggior parte dei casi utilizzate sostenibilmente dalla piccola pesca.  Quello che risulta dal registro delle infrazioni per gli anni 2010-2014 è che vi sia ancora un evidente e forte uso illegale di ferrettare: con maglie più grandi del consentito, a distanza dalla costa maggiore del consentito, più lunghe dei 2500 metri consentiti... ma forse questo è meglio far finta di non vederlo?

Legalmente le ferrettare possono essere calate entro le 3 miglia dalla costa e non possono avere lunghezza superiore ai 2.500 metri e non avere maglie di dimensione maggiore di 10 cm. Che non sono proprio pochi. Inoltre, le ferrettare sono utilizzate legalmente per pescare esemplari giovanili di ricciole, lunghe intorno ai 30 cm,  impedendo loro di raggiungere la taglia riproduttiva, fissata dalla scienza ad 80 cm di lunghezza.

Ma il prodotto ‘rende’ alla piccola pesca, quindi magari vediamo di chiudere un occhio...

APR ha lanciato una petizione a favore del divieto delle ferrettare, ammettendo l’uso di quelle che ragionevolmente possono considerarsi sostenibili, quelle che in Italia chiamiamo Menaide  e che hanno una dimensione di maglia che può variare tra i 2 e i 4 cm. Servono a pescare sardine e acciughe più grandi e quindi di maggior pregio e che presumibilmente hanno già avuto la possibilità di riprodursi.

Nessuna delle ONG ambientaliste ha supportato la petizione o l’ha fatta rimbalzare sui propri siti, sulle pagine dei social network... è scritta male? O semplicemente non va supportata perché proviene da una associazione di pescatori per diletto? O forse la politica delle ONG ambientaliste non consente, arrivati i nodi al pettine, di parlare di sostenibilità con mente sgombra da pregiudizi di sorta? 

 

E così, nel silenzio quasi assoluto, la proposta della Commissione EU viene consegnata dalla ONG ambientaliste alle decisioni e al lavoro di pochi parlamentari fortemente ed entusiasticamente supportati dalle lobby della pesca commerciale.

 

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