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Mercoledì, 05 Novembre 2014 00:00

Attività umane e impatti sugli ecosistemi fluviali

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Dal portale della Comunità Europea "La scienza per la politica ambientale" un interessante report sulle attività umane e l'impatto sugli ecosistemi fluviali e la necessità di una loro valutazione sia a scala di bacino che a scala locale.

 

Gli ecosistemi acquatici del Mediterraneo rientrano tra gli hotspot mondiali di biodiversità. Il bacino del fiume Segura, nel sud-est della Spagna, si trova in una delle zone più aride d'Europa ed è ampiamente coltivato: il sistema fluviale è stato pesantemente modificato, e ospita 24 grandi dighe che immagazzinano l'acqua per soddisfare la domanda agricola. In una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Ecological Indicators, i ricercatori hanno studiato come l'uso del territorio agricolo e la presenza delle dighe abbiano influenzato la biodiversità e lo stato ecologico delle comunità acquatiche e riparie.
I ricercatori hanno esaminato 56 siti in tutto il bacino del fiume; hanno impiegato il numero totale di specie vegetali riparie in ogni sito come indicatore della biodiversità delle sponde, e il numero delle diverse specie di insetti coleotteri acquatici come indicatore di biodiversità delle acque dolci.
La qualità ecologica delle comunità delle rive è stata valutata dai ricercatori utilizzando il Riparian Quality Index; questo indicatore rivela l'impatto delle attività umane sugli ecosistemi delle sponde. Gli studiosi hanno inoltre valutato la qualità ecologica dei fiumi utilizzando l'indicatore Iberian Biomonitoring Working Party, che è sensibile all'impatto dell'inquinamento da nutrienti, come per esempio l'azoto, sui coleotteri acquatici e sulle specie affini.
Per stimare i cambiamenti nella struttura fluviale a scala di bacino hanno valutato in ogni sito l'impatto combinato legato alle pressioni umane, sulla base delle regolazioni delle dighe (il numero di dighe, la loro capacità e il prelievo di acqua) e della superficie agricola presenti a monte di ogni sito. A scala locale, i ricercatori hanno determinato invece l'entità delle modificazioni  nell’alveo del fiume nonché la presenza di aree agricole vicine al corso d’acqua.

Gli studiosi hanno riscontrato che, con il graduale incremento delle pressioni antropiche a partire dalle sorgenti montane scarsamente popolate fino alle pianure agricole del fondovalle, si è evidenziato un calo sia nella qualità ecologica che nella biodiversità delle comunità riparie ed acquatiche.
Anche se le comunità acquatiche e delle sponde sono state negativamente influenzate da entrambi i tipi di pressioni antropiche, l’uso del suolo agricolo ha avuto un impatto più profondo sulla comunità riparie, mentre le modificazioni alla struttura del fiume sono state i fattori di disturbo più importanti per le comunità acquatiche. Le pratiche agricole impattano direttamente sulle sponde del fiume, per esempio distruggendo le foreste riparie o causando fenomeni di erosione spondale. Le specie acquatiche dell’area mediterranea sono adattate alle variazioni naturali dei corsi d'acqua, ma la maggior parte di questi organismi non riesce ad affrontare quotidianamente l’improvviso rilascio di acqua dalle dighe per l'irrigazione.
I ricercatori hanno anche scoperto che, sebbene le pressioni antropiche sia su scala locale che di bacino vadano a colpire in misura simile le rive del fiume e le comunità acquatiche, gli impatti che scaturiscono a livello di bacino sono più dannosi rispetto a quelli che si generano su scala locale; questo perché i disturbi a livello di bacino vanno a influenzare pesantemente anche le singole aree locali: ad esempio, un massiccio deflusso di sedimenti fini o l’espansione di specie esotiche su vasta scala possono influire negativamente sull'intero sistema fluviale.
Gli studiosi sottolineano come spesso le misure e gli interventi per il ripristino degli ecosistemi ripari ed acquatici tendano ad essere pianificati a livello locale; questi risultati indicano tuttavia che le misure locali dovrebbero essere integrate all’interno di un pianificazione a livello di bacino riguardante l'uso del territorio dell’intero sistema fluviale.
(Traduzione a cura del Dott. Luca Ciuffardi – Ittiologo, collaboratore scientifico di APR)

 

River ecosystems damaged by agriculture and dams at local and basin scales

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