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Lunedì, 06 Ottobre 2014 00:00

Lettera aperta EFSA su licenza in mare a titolo oneroso

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Pubblichiamo la lettera aperta inviata da Massimo Brogna, Presidente dell'associazione EFSA Italia (European Federation of Sea Angling)  al Ministro delle Politiche Agricole On. Martina a seguito della convocazione della XIII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Agricoltura) nel corso della quale è stata data informazione della proposta di Legge Oliverio che prevede l’istituzione della licenza di pesca in Mare a titolo oneroso.

Rimandando all'articolo “Pesca ricreativa a nove zeri” per le motivazioni contrarie alla istituzione della licenza per la pesca ricreativa in mare, ci preme qui esprimere pieno sostegno ai contenuti della lettera aperta di EFSA ed aggiungere poche annotazioni.

Tutta la retorica della Comunicazione obbligatoria finalizzata alla ricerca e giustificata con lo slogan contiamoci per contare ecco dove ci ha portati e qualcuno si ricorderà che APR lo diceva chiaramente. Adesso ci si ritrova una licenza onerosa i cui proventi sono d'ufficio destinati a sostenere la pesca commerciale e non tornano quindi in nessun modo a vantaggio di chi viene tassato. Oltre a questo neanche una parola sulla ricerca scientifica che era dichiaratamente tra le finalità della Comunicazione obbligatoria. Una seria analisi del settore ricreativo rischierebbe del resto di farci diventare pericolosi concorrenti della pesca commerciale. Le tante rassicurazioni sulla gratuità erano evidentemente temporanee e dissimulavano un progetto che i pescatori temevano e sul quale venivano affettuosamente rassicurati. Adesso purtroppo dobbiamo anche temere che i pescatori ricreativi si rivoltino contro questa licenza gridando solamente alla nuova tassa mentre il problema è molto più grave e profondo. La pesca ricreativa viene ancora disconosciuta nei sui valori economici e sociali, assimilata alla pesca illegale e discriminata nonostante che il milione di praticanti accertati con la comunicazione obbligatoria siano un corpo sociale consistente.
Oltre alla licenza, la proposta Oliverio contiene un'altra perla che conferma in pieno lo stesso approccio e questa volta non tanto alla pesca ricreativa quanto in generale alla gestione delle risorse della pesca.

L'articolo 22 dà infatti precise indicazioni sulle misure minime prevedendo di mantenere solo quelle del Regolamento Mediterraneo UE e rimandando ogni altra misura, per altre specie, ai piani nazionali di gestione.  I piani di gestione sono per definizione degli strumenti temporanei mentre le misure minime sono di norma definite in leggi e regolamenti che non sono a termine, per quanto modificabili. La misura minima è uno strumento finalizzato alla tutela degli stock ittici attraverso la protezione degli individui immaturi in modo da garantire a tutti gli individui della specie di potersi riprodurre. Quindi per ogni specie è la scienza che ci può dire quale sia la misura minima da imporre ad ogni specie sulla base di dati biologici. Su queste misure minime possono eventualmente essere fatte scelte di maggiore restrizione innalzandole per raggiungere determinati risultati di gestione. La proposta Oliverio stravolge questa logica rendendo le misure minime delle variabili temporanee che potrebbero quindi venire modificate, messe e tolte, in base a parametri non biologici ma legati alle dinamiche della pesca commerciale al cui vantaggio sono principalmente destinati i piani di gestione. La manifesta necessità di istituzione di una misura minima per le molte specie di alto pregio che ad oggi non ce l'hanno e di deciso innalzamento per alcune di quelle del Regolamento Mediterraneo, decade di fronte ad un approccio esclusivamente commerciale alla gestione delle risorse.
Questi argomenti saranno a breve oggetto di ulteriori richieste ed interpellanze formali richiamando la scorrettezza di approccio del proposta Oliverio e il rischio che da essa derivino ulteriori fattori di degrado del settore pesca e delle risorse ittiche ad aggravare un già conclamato stato di crisi.

Leggi la proposta di legge Oliverio nel formato pdf


 


Lettera aperta al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali On. Maurizio Martina

e p.c. al Presidente della XIII Commissione permanente della Camera dei Deputati On. Luca Sani
al Direttore Generale della pesca marittima e dell’acquacultura Dr. Riccardo Rigillo

Egregio Signor Ministro,

lo scorso 23 settembre, siamo stati invitati dal Presidente della XIII Commissione della Camera dei Deputati per una ”… audizione informale su questioni di interesse della pesca sportiva”.

Nel corso dell’audizione ci è stata illustrata la proposta di legge relativa a “Interventi per il Settore Ittico”, d’iniziativa del Deputato Oliverio, che all’art. 24 prevede l’istituzione di un licenza di pesca sportiva e ricreativa a titolo oneroso.

L’audizione è durata circa 45 minuti ed essendo tre le associazioni invitate, non sarebbe stato materialmente possibile poter approfondire l’argomento, qualora ce ne fosse stato bisogno.

Ma poiché abbiamo tante domande sulle tante questioni di interesse che riguardano il nostro settore, che comprende circa un milione di pescatori ricreativi, ci è sembrato utile che tutti vengano adeguatamente informati su ciò che avviene, come avviene e sul ruolo delle Associazioni del settore, spesso imputate di non adoperarsi più di tanto.

Pertanto, di concerto con il nostro Comitato Scientifico, abbiamo optato per l’utilizzo della lettera aperta a Lei, e per conoscenza alla XIII Commissione permanente della Camera dei Deputati e del Direttore Generale della Pesca del MIPAAF, che riteniamo possa far conoscere alla più larga platea possibile le posizioni di ciascuno sulle questioni riguardanti il nostro settore.

Prima di porLe alcune domande, non possiamo fare a meno di porre l’attenzione su quanto riportato dal Programma nazionale della pesca 2013-2015.

All’art 6 del documento, presentando la pesca ricreativa, recita: “…Il decreto (DM 6 /12 2010 – censimento della pesca sportiva e ricreativa) ha avuto il consenso della maggioranza delle associazioni della pesca sportiva e ricreativa più rappresentative, nella consapevolezza delle difficoltà di collocare una pesca ricreativa in mare non conosciuta e non regolata nell’ambito della pesca responsabile, dato che molta della piccola pesca illegale o del commercio illegale di prodotti della pesca si cela nell’ambito ricreativo”.

L’affermazione sottolineata, dalla quale EFSA Italia si dissocia in maniera ferma e decisa, ci ha lasciato a dir poco sconcertati, e riteniamo sia estremamente grave inserita in un documento programmatico del Governo.

Pertanto Le chiediamo di rendere pubblici i dati in base al quale si afferma che la pesca ricreativa “celi” molta della piccola pesca illegale o del commercio illegale di prodotti della pesca…”

Lo stesso Piano suggerisce l’avvio di “..una seconda fase del Censimento dei pescatori in mare.”

Non ritiene che sarebbe opportuno attendere la conclusione del Censimento e i dati sulla consistenza ed in generale sulle specifiche problematiche del settore, anche locali, prima di avviare l’iter per l’istituzione di una eventuale licenza di pesca?

Da un’attenta lettura della proposta di legge Oliverio, emerge che la stessa è relativa ad interventi per il settore ittico ed ha come obiettivo “un intervento incisivo per ridare competitività e sviluppo alle imprese e sviluppo alle imprese ittiche nazionali, determinandone la crescita dimensionale ed il rafforzamento dei mercati globali. In tale ottica è urgente realizzare un processo di riposizionamento del settore e rimuovere gli ostacoli che frenano il processo di ammodernamento, anche alla luce degli scenari che si apriranno a seguito delle novità introdotte dalla legislazione dell’Unione Europea:”.

In che modo Lei ritiene che la licenza di pesca a titolo oneroso per la pesca ricreativa possa agevolare il raggiungimento dell’obiettivo della proposta di legge Oliverio?

Ritiene che l’istituzione di una licenza di pesca possa ridurre o contrastare la pesca illegale?

Le motivazioni della proposta dell’On. Oliverio (la licenza a pagamento è già prevista sia per la caccia che per le acque interne, per cui si ritiene che anche la pesca in mare debba essere soggetta a possesso della licenza) ci appaiono superficiali e prive di logica per un settore estremamente complesso e molto più articolato di quelli della caccia o della pesca in acque interne.

E’ stato predisposto uno studio su costi e benefici sull’attuazione di tale proposta ?

Atteso che l’UE ed il nostro Governo lamentano di non riuscire a trovare una soluzione e le risorse adeguate per contrastare la pesca illegale, come ritiene possano trovarne per controllare anche quella legale?

Il MIPAAF nel giugno 2010 ha costituito un gruppo di lavoro (di cui EFSA Italia fa parte) “con il compito di procedere ad una disamina della normativa vigente concernente la pesca ricreativa e sportiva e l’elaborazione di una proposta di revisione completa ed organica a fini di semplificazione”.

Ad oggi questo gruppo di lavoro ha prodotto ben poco, essendo stato in passato convocato poche volte e quasi esclusivamente per essere messo a conoscenza di quanto già stabilito dallo stesso MIPAAF.

Non ritiene urgente e di grande attualità la riattivazione del Gruppo di lavoro per un approfondimento sulla questione che porti ad una proposta condivisa?

Ritiene possa essere utile ristrutturare il Gruppo di Lavoro in maniera che possa lavorare proficuamente con un’adeguata programmazione e coinvolgerlo anticipatamente nel processo legislativo e nelle questioni riguardanti la pesca ricreativa?

Non ritiene opportuno che le proposte legislative che ci riguardano siano predisposte con l’obiettivo di promuovere e sviluppare la pesca ricreativa invece di mirare (come spesso avviene) a salvaguardare interessi di soggetti di settori diversi?

Come emerso da numerosi studi economici, il settore della pesca ricreativa coinvolge un numero di soggetti superiore a quelli della pesca professionale e adeguatamente sfruttato è in grado di sviluppare un notevole impulso economico.

La crisi economica mondiale, l’aumento del costo dei prodotti petroliferi e far condurre alle proprie famiglie una vita dignitosa sono problematiche comuni a tanti settori produttivi come ad esempio nautica, produttori di attrezzature e cantieristica che sono strettamente connessi con la pesca ricreativa.

Ritiene opportuno che il Governo presti alla pesca ricreativa la stessa attenzione data alla pesca professionale con proposte di legge che prevedano gli stessi incentivi economici per lo sviluppo del settore e dei settori collegati?

Ritiene opportuno che le Associazione di settore siano coinvolte nella gestione delle risorse marine ed ambientali, avendo dimostrato con varie esperienze in tutto il mondo di saperlo fare con coscienza, professionalità e con ottimi risultati?

Ovviamente sono solo alcune delle mille domande che ci poniamo giornalmente.

In tutto il mondo le Associazioni di cui faccio parte (EFSA - European Federation of Sea Anglers ed International Game Fish Association), stanno da anni agevolando il processo di integrazione della pesca ricreativa con la pesca professionale e la ricerca scientifica, tutelando le risorse marine e finanziando privatamente ricerche e progetti che hanno portato benessere economico e tanti posti di lavoro alle comunità marinare ed alle regioni interessate.

La Banca Mondiale assieme all’International Game Fish Association, recentemente ha individuato nella promozione e nello sviluppo della pesca ricreativa e nella protezione delle risorse marine, un virtuoso sistema per ridurre la povertà nei paesi sottosviluppati e dipendenti dal turismo e far fronte alla diminuzione degli introiti derivanti dalla pesca tradizionale.

Riteniamo di avere tutte le competenze, l’esperienza, la passione ed il diritto di prendere parte al processo legislativo che ci riguarda. La comunità della pesca ricreativa, gradirebbe molto che anche il nostro settore avesse l’attenzione che merita visto che, come specificato nel Programma nazionale della pesca 2013-2015, il settore rappresenta “…un segmento economico rilevante” ed “una possibile area di collaborazione con il mondo della pesca professionale” ed è meritevole di programmazione e di sviluppo.

Io seguo personalmente queste problematiche da tempo e a mio avviso, fino ad oggi non è stato possibile instaurare con le Istituzioni un rapporto costruttivo soddisfacente.

Siamo certi che una maggiore collaborazione potrebbe portare notevoli benefici per tutti i soggetti interessati.

Come vede però, siamo sempre ottimisti e contiamo molto sulla volontà di rinnovamento manifestata dall’attuale Governo.

In attesa di conoscere la sua posizione sugli argomenti citati, Le chiedo l’opportunità di un’incontro per portarla a conoscenza della nostra posizione sulla pesca ricreativa, su quanto abbiamo concretamente abbiamo fatto e quanto ancora sia possibile fare insieme per promuoverla.
 

Milano 01 ottobre, 2014 Massimo Brogna

Presidente EFSA Italia

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.efsaitalia.it

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